

Il vecchio Satoshi era un uomo felice, aveva vissuto una lunga e fortunata vita coltivando la terra e allevando bestie e aveva imparato molto di più di quello che gli eruditi leggono sui libri.
Amava tutti i suoi nove figli e si prodigava ogni giorno per loro ma aveva una predilizione per l’ultimo nato, arrivato già in età avanzata. Il piccolo Kuro era una ragazzino silenzioso, passava le giornate ad osservare la bellezza della natura, a seguire i voli delle farfalle e le mucche al pascolo, senza mai dire una parola. Satoshi sapeva che dietro la quiete e il silenzio di Kuro si nascondeva una profondità di spirito superiore a quella dei suoi fratelli e per questo lo incoraggiava a contemplare il mondo. Spesso, mentre Kuro era attento ad osservare uno dei miracolosi dettagli della natura, il vecchio padre gli si avvicinava e faceva cadere sul grembo una perla della saggezza che la vita aveva coltivato per lui tutta la vita. Così, se Kuro osservava il ruscello farsi strada tra le pietre il padre, dopo essere stato in silenzio per lunghi minuti diceva: la pazienza dell’acqua trapassa anche le roccie. Kuro si voltava, sorrideva al vecchio genitore e riprendeva a studiare lo scorrere del ruscello.
E il vecchio Satoshi di giorno in giorno aspettava con impazienza questo momento, sentiva che il piccolo Kuro, forse l’unico fra i suoi nove figli maschi, potesse comprendere la verità e la bellezza insite in quelle brevi frasi, e il suo quieto sorriso ne erano la dimostrazione. Chi sa ascoltare bene sa vivere bene, questo dicevano i proverbi e questo faceva Kuro.
Un giorno, mentre Kuro era assorto da lungo tempo ad osservare il frenetico lavoro di un piccolo formicaio il padre gli si accostò e disse: Tanta polvere può diventare una montagna; come sempre il figlio si voltò verso il padre, sorrise e si voltò di nuovo per continuare ad osservare.
Il vecchio padre, orgoglioso e commosso, iniziò a tornare verso casa quando incontrò il suo secondogenito Jiro. –Tuo fratello Kuro ha un dono- disse al figlio –sa davvero ascoltare, si capisce dal suo sorriso-. Jiro guardò il vecchio padre e rispose –Papà, quante volte te lo devo dire, Kuro è sordo.-
